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INDUSTRIA 4.0 E BANDI A FONDO PERDUTO

La data:25/06/2019

Industria 4.0 e bandi a fondo perduto

Introduzione

La chiamano Industria 4.0 perché rappresenta il quarto capitolo della rivoluzione industriale e relativamente ad essa si trovano innumerevoli bandi a fondo perduto. Cosa significa in realtà e cosa bisogna fare per accedere ai bandi a fondo perduto ?

In sintesi,  bisogna comprendere come sta cambiando il modo in cui vengono prodotti beni e servizi attraverso l’uso di sistemi cyber-fisici (Cyber-Physical Systems o CPS). Dall’automazione  dei processi  dei primi anni ’90 all’informatizzazione degli ani 2000 abbiamo assistito all’avvento delle tecnologie mobile, dei cloud, dell’Internet a banda larga ma anche una nuova curva di apprendimento delle persone che hanno imparato a confrontarsi con il digitale.

Di conseguenza, la produttività aziendale e quella individuale hanno iniziato a collimare, portando le aziende a cercare nuove modalità di integrazione tra le informazioni, le applicazioni, i sistemi e i dispositivi. Ecco, questa ricerca e questo sviluppo delle nuove tecnologie nella filiera produttiva di ogni azienda, sia essa la parte relativa al settore dell'approvigionamento, della produzione o della vendita è ciò che è oggetto dei bandi a fondo perduto in tema di Insudtria 4.0.

La dematerializzazione e la digitalizzazione delle informazioni hanno aperto la strada all’industria 4.0: essa rappresenta l’insieme degli investimenti innovativi, quegli strumenti di specializzazione di competenze nel segmento del digital manufacturing che riguarda anche le infrastrutture abilitanti e gli strumenti di supporto.

I requisiti dell'Industria 4.0 e la loro connessione con i bandi a fondo perduto

Ma quali requisiti deve avere un’azienda per meritarsi il titolo di Industria 4.0 ed accedere ai relativi contributi a fondo perduto ?

Qui di seguito sono spiegati i parametri che l’azienda 4.0  deve rispettare:

  1. Smart Manufacturing

Oltre ai progressi della meccanica e, soprattutto, della robotica e dell’innovazione tecnologica relativamente ai materiali trattabili (plastica e metalli), l’industria ha accelerato la prototipazione dei modelli a supporto del processo di progettazione e di realizzazione dei prodotti (si parla in questo caso di Additive Manufacturing).

L’evoluzione delle cyber-tecnologie ha cambiato le modalità di fabbricazione, a favore di soluzioni di manutenzione e riparazione più snelle e funzionali introducendo nuove logiche di produzione associate, ad esempio, alla stampa 3D. 

L’evoluzione digitale concerne anche i processi di dematerializzazione relativi ai sistemi ERP evoluti e  in grado di normalizzare documenti e processi, rendendo le filiere produttive della medesima azienda sempre più connesse, intelligenti e consapevoli.

      2. Smart Supply Chain

L’informatizzazione delle filiere, infatti, è un passo obbligato di quel percorso di innovazione chiamato digital transformation e incentrato sulla collaborazione tra tutti coloro (macchine e/o uomini) che partecipano alla filiera aziendale. Sapete cosa sono le piattaforme abilitanti? Si tratta in sostanza di  piattaforme gestionali ad alta integrazione/interazione, in grado di mettere in comunicazione dipendenti, partner e clienti, secondo modalità di accesso condivise e con scambi di informazioni con un altissimo grado di efficienza (in termini di velocità di processo e di trasparenza delle informazioni), evitando errori ed imprecisioni. Produzione, magazzino, trasporti, integrati a sistemi di gestione degli ordini incentrati sulla fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva, bypassano tutti i limiti associati ai processi cartacei e manuali, sposando una dematerializzazione a valore aggiunto. 

          3. Smart Data Management

L’utilizzo dei dati per creare valore ed implementare il business aziendale, infatti, è un altro capitolo fondamentale dell’innovazione 4.0 applicata al tessuto industriale. La materia dei Big Data costituisce l’altra faccia della digitalizzazione dei processi che aiuta le imprese a produrre ea lavorare meglio, migliorando il grado di soddisfazione di tutti gli utenti della filiera sia esso il dipendente oppure l’utente finale.

L’industria 4.0, dunque, serve per capire ed al contempo interpretare i flussi crescenti di informazioni che le tecnologie digitali permettono di registrare e analizzare a qualsiasi livello, sia come big data sia come personal data. Che si tratti dei log delle macchine o delle informazioni che arrivano dal CRM, della reportistica associata al trouble ticketing o dei sistemi di provisioning associati alle soluzioni di Business Intelligence, la governance è affidata ai “Data” e alle “Analytics”. L’industria 4.0, quella che consente di partecipare ai bandi a fondo perduto, ha la sua direzione tecnologica nella capacità realizzare processi che gestiscano l’interazione tra le cose e che attraverso l’ analisi dei flussi di dati (più smart rispetto al pasato), ottimizzi il business aziendale e aumenti i profitti.

E la materia è davvero importante perché l’Industria 4.0 è costantemente sotto la regia del nostro Governo, che proprio nei giorni scorsi ha preannunciato che l’originario piano I4.0 (Industria 4.0) con scadenza nel 2020, sarà prorogato con un aumento dei benefit per le spese di ricerca e sviluppo e degli investimenti privati early stage.

Il futuro è già iniziato. Lo Studio Coggiola è al tuo fianco !

 

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L’aggiornamento specialistico - curato e periodico - dei professionisti e degli impiegati amministrativi che lavorano presso lo Studio Coggiola di Valenza, si traduce oltre che in un elevato standard qualitativo nell’esecuzione delle attività proprie dello Studio, anche in un servizio di informazione capillare e tempestivo su tutte le notizie di interesse per gli imprenditori e le partite IVA.